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scelta sci master
scelta sci master

Due chiacchere con Aldo Ghislandi e Matteo Nana sulla scelta degli sci per i master

E’ risaputo che le modifiche regolamentari riguardanti i nuovi materiali per gli atleti di vertice, inevitabilmente, si ripercuoteranno sugli atleti delle categorie inferiori.

Attualmente queste variazioni non sono ancora vincolanti; le norme che riguardano i materiali parlano ancora delle precedenti misure. Sul mercato, tra l’altro, si trovano ancora sci con le caratteristiche precedenti, cioè con le misure di sciancratura e di lunghezza in vigore fino a due anni fa.

Il cambiamento, ritengo, lo detterà il mercato, quando in produzione ci saranno solo sci di nuova concezione. Alcune case hanno ultimamente messo nei loro listini sci concepiti per le categorie master, con lunghezze e sciancrature appositamente studiate. Ciò se da un lato dovrebbe favorire la scelta, dall’altro crea confusione. Sono sci da gara? Che durezza di flex hanno? Sono sci veri da gara? E’ la solita trovata di marketing? Aggiungendo a tutto ciò anche l’eterna ambizione convinzione di voler avere sotto i piedi sci che, si dice, provengono dalla coppa del Mondo, o quanto meno dai reparti corsa della coppa del mondo sia maschile e ultimamente soprattutto femminile ritenuti, a torto o a ragione, più confacenti alle necessità delle categorie per così dire più anziane.

Oltre a questi problemi si aggiungono quelli inerenti alla scelta degli scarponi; che durezza, 130 o 150? plastiche dure o più morbide?

Spesso ci si affida ai consigli ed alle esperienze dei nostri amici/avversari, consigli che sovente non risultano poi essere calzanti, dato che ognuno di noi ha le proprie caratteristiche fisiche e tecniche. Basta poi che qualcuno ritenuto più scarso ottenga un risultato migliore per indagare subito che materiali utilizza, da lì poi nascono tutte le ipotesi più comiche.
Tentiamo quindi di fugare alcuni dubbi grazie l’aiuto dei nostri collaboratori, esperti in materia:

  • Aldo Ghislandi (allenatore, istruttore, maestro di sci, Presidente Collegio Maestri di sci Regione Lombardia)
  • Matteo Nana (allenatore, istruttore e mastro di sci, test man di una nota casa produttrice di sci presente in coppa del Mondo)

D. – Che interesse nutrono le case produttrici di sci, scarponi verso il mondo Master?

R. Aldo Ghislandi – Il mondo Master crea un notevole interesse, ed è monitorato costantemente dalle aziende in primis e dalla Fisi poi, nonché dai media di settore; ciò vuol dire che il “Master “ nutre molta considerazione da parte degli addetti ai lavori.

R. Matteo Nana – L’interesse verso il mondo Master, in un periodo dove il mercato è in continua contrazione, è in ascesa. Negli ultimi anni sta via via implementando una crescita relativa a questo target (dai 30 anni in su), in quanto le disponibilità economiche consentono l’acquisto di nuovi materiali in quasi tutte le stagioni. A differenza dei giovani atleti (che dipendono dalle entrate dei genitori), i Master che decidono di intraprendere il mondo agonistico hanno maggior consapevolezza delle spese che dovranno affrontare

D. – Alcune case produttrici, addirittura, stan iniziando a dedicare sci a questo mondo. Sbaglio?

R. Aldo Ghislandi – Visto le ultime estremizzazioni dei raggi degli sci da gigante che complicano un po la vita anche agli atleti di Coppa del Mondo, le aziende (non tutte ) da poco tempo hanno iniziato a produrre dei materiali adatti alle loro esigenze con raggi già consolidati e durezze meno aggressive.

R. Matteo Nana – Esatto. Ultimamente per completare e soddisfare la richiesta della categoria Master, oltre ai normali sci “da gara”, sono nati nuovi attrezzi con lunghezze e raggi di curva dedicati. Sono sci un po’ più corti, con raggi minori e con caratteristiche che permettono di sciare con maggior facilità

D. – Secondo voi i master che tipologia di sci dovrebbero scegliere?

R. Aldo Ghislandi – Molti atleti Master preparandosi tecnicamente e fisicamente sono in grado di ottenere buoni risultati anche con sci duri, aggressivi e lunghi ma ovviamente non con i famosi a raggio di curva 35 metri. Pertanto il mio consiglio è quello di mantenere i raggi “ vecchi “ ( mt ) 27 più a lungo possibile, non solo perché sono più facili, ma anche perché, dati alla mano, sono notevolmente più prestanti. ( circa 1”/ 2” )

R. Matteo Nana – La risposta a questa domanda è molto complessa, in quanto in base a livello tecnico e prestanza fisica ognuno deve orientare la propria scelta sulla base delle proprie caratteristiche. In merito alla disciplina dello SL, le opzioni sono due: SL WC men 165 o SL WC women 155 (misure standard, che potrebbero variare leggermente in base alle case produttrici).

D. – Se poi la F.I.S. , e di conseguenza il mercato, dovessero cambiar le regole?

R. Aldo Ghislandi – Poi in futuro se le nuove regole dovessero essere adottate anche nelle categorie minori ci penseremo! Notizie di corridoio ci informano che la FIS sta valutando, sulla richiesta di molti atleti, di tornare alle vecchie sciancrature. Staremo vedere!!!

R. Matteo Nana – È chiaro che soluzioni non ne abbiamo: dobbiamo adattarci a quanto deciso dalla F.I.S., e in caso di cambiamenti regolamentari anche i Master dovranno adeguarsi. Questo vale soprattutto per le gare più importanti, dove i controlli sono più rigidi e frequenti.

D. – Secondo voi che lunghezze dovremmo adottare?

R. Aldo Ghislandi – Ottimizzare le lunghezze é già un passo molto grande: consiglio da 183 fino a 190, questo in base alla capacità tecnica e alla struttura atletica ( provare e provare ); consiglio vivamente una cura adeguata agli sci, strutture veloci e lamine con angolo 87° e tuning 0,7°.

R. Matteo Nana – Per il GS la scelta è decisamente più complessa, in quanto in commercio si trovano svariate tipologie di sci: GS 195 e GS190 con raggio maggiore di 35m (sono a mio parere poco adatti alla categoria); GS 188 e GS 184 con raggio maggiore di 30m (adatti ai Master più giovani e MOLTO allenati!); GS 190 e GS 186 con raggio maggiore di 27m (ideali per chi vuole mantenere delle caratteristiche simili agli attrezzi precedenti); GS 184 e GS 182 con raggio maggiore di 23m (sci considerato ideale, se ben sfruttato, per la categoria Master

D. – E cosa ci dite degli scarponi?

R. Aldo Ghislandi – Per quanto attiene agli scarponi, ritengo che tutte le aziende presentino uno scarpone da gara valido. Da alcuni anni la tendenza delle case produttrici è di proporre un così detto family style, sci scarpone ed attacco della stessa marca. Sembra una estremizzazione ma di fatto non lo è. Lo studio e la ricerca hanno portato all’interazione più completa tra sci, scarponi, piastra ed attacchi, pertanto sconsiglio uno scarpone diverso dalla marca degli sci che si intende utilizzare, si rischierebbe di non valorizzare l’uno o l’altro.

R. Matteo Nana – Anche in questo caso la scelta è molto soggettiva (varia dal peso, forza, preparazione atletica/fisica). Sul mercato si trovano degli scarponi simili a quelli “da gara”, con larghezze della pianta che variano da 92 a 95 mm (più larghi potrebbero essere poco precisi) e con flex da 130 a 150 (alcune aziende arrivano anche a 160/170)

D. – Quando si acquista uno scarpone da gara ci si sente chiedere “che flex”. Cosa significa e cosa consigliate?

R. Aldo Ghislandi – Il flex (durezza di flessione dello scarpone) lo determina soprattutto il peso e l’altezza dello sciatore: un atleta master alto 180 cm con peso di 80 kg può tranquillamente utilizzare un flex di 150; importante il numero giusto e non sentire dolore.

R. Matteo Nana – Con “flex”, innanzitutto, si intende la rigidità del gambetto dello scarpone, che varia in base alla casa produttrice (scarponi di aziende diverse e con flex 130, potrebbero quindi avere due durezze differenti). Tendenzialmente, per la categoria Master consiglierei scarponi non troppo duri (flex 130) per permettere una buona escursione, che abbinata ad una buona tenuta laterale della scarpa, consente la deformazione dello sci

Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti, è importante la vostra opinione!

 

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3 comments

  1. Molto interessante questa intervista, complimenti davvero.

  2. Interessante ed esauriente

  3. GIANNI Mulazzi

    Ottimo articolo, Gislandi e Nana non hanno bisogno di presentazioni.

    Sono entrambi molto competenti e conoscono bene pregi e difetti dei Master.

    Bravi !!!

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