Mappa Comitati – Fare tap sulla regione

Riflessione sulla Coppa Italia Master 2015

Et voilà la Coppa Italia.

Sul sito della Federazione, e su Pianeta Master, lunedì è stato pubblicato il nuovo regolamento e il calendario della nuova ed ennesima versione della Coppa Italia Master.

Premesso che preferivamo nettamente come’era stata impostata fino alla stagione scorsa: tre giornate in località relativamente raggiungibili da tutti erano, secondo noi, la soluzione migliore; per renderla magari un po’ più corposa sarebbe potuto aggiungere al limite un paio di week end o dare ai Campionati Italiani la doppia valenza, cioè anche come tappa di CPI.

Invece, in una stagione comunque già ricca di gare, si è voluto creare un mostro di ben 55 valevoli per il circuito, così suddivise: Lombardia 10 gare, Piemonte 10, Val d’Aosta 9, Alto Adige 9, Toscana 12, Trentino 6, Friuli 6 e per finire Veneto ed Emilia 2 Campania 4 (sono ordinate in ordine di comitato di appartenenza). Il senso? Sconosciuto! Considerando anche l’esistenza di vari circuiti regionali, armonizzare queste 55 gare suddivise in 55 giornate, diventa un’assurdità. Per non parlare della difficoltà cui andranno incontro gli atleti che in una simile frammentazione e confusione non si raccapezzano più. Il regolamento poi certamente non aiuta. Per aver aspirazioni di vittoria è sostanzialmente necessario partecipare a un minimo di 10 gare, scrivere 6 non ha senso perché partecipare alle finali con soli sei risultati non permettono di poter avere aspirazioni di vittoria.

Se poi si voleva limitare le trasferte e spostamenti ai concorrenti il risultato è stato ottenuto in pieno… (sic) soprattutto per gli atleti del Veneto, che non si capisce come mai abbiano solo 2 gare sul loro territorio!

Se poi consideriamo che ci sono in calendario anche 101 master N, le varie gare dei circuiti regionali, per non citare anche le Fis Master Cup, decidere dove andare a gareggiare sarà peggio che risolvere un rebus con il risultato che a fine stagione avremo una miriade di gare con pochissimi partecipanti.

Sarebbe forse stato il caso di ascoltare un po’ di più quello che la cosiddetta base dice e chiede e non farlo solo a parole; invece si ha l’impressione che sia stata ascoltata solo una ristretta cerchia di amici che partecipano alla coppa Italia solo se è sotto casa.

Sarebbe poi utile ascoltare anche chi organizza le gare e i circuiti regionali già esistenti in modo da non creare troppe sovrapposizioni che fanno solo danni. In una situazione del genere, dove le date della CPI sono state scelte a tavolino, senza interpellare più di tanto le società organizzatrici, sono rimasti penalizzati quei sodalizi che per vari motivi non sono stati considerati per questo circuito riservato, ormai secondo noi in decadenza, come d’altronde il trofeo delle regioni.

La coppa Italia DEVE essere un circuito di livello superiore, per questo deve inserirsi nel panorama nazionale delle varie manifestazioni e non invadere il calendario con una miriade di gare. Il risultato è solo sminuirne la valenza e il prestigio che dovrebbe invece avere. Si era presa la strada giusta, magari andava leggermente corretta, ora si è voluto esagerare.

Finendo, forse è venuto il momento di dare una ventata di aria nuova nell’ambito della commissione nazionale master, ringiovanire un ambiente che risente pesantemente degli anni (sia di militanza sia anagrafica).

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